ยซDurante la prima guerra mondiale fra i politici era di moda questa battuta: โ€œLa guerra รจ una cosa troppo seria per lasciarla fare ai militariโ€. Oggi, constatando la mancanza di fantasia degli statisti, viene voglia di dire: โ€œLa politica รจ una cosa troppo seria per lasciarla fare ai politiciโ€ยป. Cosรฌ scriveva Carlo Cassola nelle pagine preveggenti, antimilitariste e internazionaliste, di Ultima frontiera (1975); questa la conclusione dellโ€™efficacissimo pamphlet-manifesto: ยซLโ€™uomo puรฒ salvarsi solo tornando ad essere ragionevole e animato dal desiderio di giovare ai propri simili. Era cosรฌ che lo volevano gli illuministi, che lo volevano Marx e Bakunin, che lo volevano Lenin e Trotzkij. Se prevarranno in lui glโ€™istinti aggressivi, come volevano e vogliono i nazionalisti, allora, insieme con se stesso, annienterร  le altre specie viventiยป. Era il 1975, allโ€™ombra dei ricatti atomici della โ€œdeterrenzaโ€ e alla vigilia delle prime necessarie teorizzazioni di uno โ€œsviluppo sostenibileโ€ a fronte di uno โ€œsviluppoโ€ insostenibile del modo di produzione capitalistico. Erano gli anni dellโ€™onda lunga dei movimenti di liberazione dal colonialismo e dallโ€™imperialismo, delle esperienze rivoluzionarie in tutti i continenti.

Oggi in Occidente, rispetto a quella appassionante fase storica, viviamo in ยซtempi interessantiยป da un punto di vista storico (cosรฌ Slavoj ลฝiลพek ha definito i primi decenni del nuovo millennio) ma caratterizzati da drammatiche catastrofi โ€œartificialiโ€, ambientali, economiche e sociali, determinate da cause profonde, eppure visibili e ben riconoscibili. Il capitalismo finanziario, estrattivo e predatorio (delle risorse del pianeta, dei popoli del Sud globale), a trazione statunitense e tedesca, รจ in guerra, putrida e ibrida, in tutti i continenti; la guerra contro la โ€œcasa comuneโ€ europea di cui fa parte anche la Russia, iniziata negli anni novanta del Novecento e sviluppata nel 2014 con il colpo di Stato in Ucraina, ha comunque ottenuto alcuni risultati importanti: il riarmo dellโ€™Unione Europea con armi statunitensi e israeliane, lo spaccio di carburanti fossili statunitensi sui mercati mondiali, il consolidamento del fronte est dellโ€™Europa sui confini della Russia. Non cosรฌ bene รจ andata in Medio Oriente con lโ€™aggressione statunitense-israeliana allโ€™Iran. Ma i veri โ€œaffariโ€ economici delle guerre attuali scatenate dallโ€™Occidente sono procurati dallโ€™apertura di โ€œcantieriโ€ che devono restare aperti a lungo. Con la stessa strategia bellicista lo Stato colonialista e razzista di Israele apre continuamente nuovi fronti di guerra, con il duplice obiettivo dellโ€™eliminazione del popolo palestinese dalla sua terra e dello sviluppo del complesso militare-industriale. Fin qui il peggio. E il meno peggio? Sarebbe un capitalismo โ€œtemperatoโ€, moderatamente predatorio?

Il caso dellโ€™Italia รจ da manuale. Qui รจ nato il fascismo che nel Novecento ha impestato lโ€™Europa, qui un fascismo culturalmente endemico รจ sopravvissuto alla sconfitta nel 1945, qui ottantโ€™anni dopo ci ritroviamo al governo fascisti di ieri e di oggi, eredi dei repubblichini di Salรฒ e degli stragisti degli anni settanta. Questa la โ€œparabola della Repubblicaโ€, puntualmente ricostruita da Luciano Canfora nel suo recente saggio omonimo (Sellerio, 2026). Il peggio? Un fallimentare governicolo maggioritario nel Parlamento per un imbroglio da democrazia formale, ma minoritario nel paese, come ha dimostrato il Referendum sulla giustizia (contro la Costituzione del 1948) bocciato a marzo da una netta maggioranza di elettori attivi. Il meno peggio sarebbero le timide schermaglie procedurali di una ex sinistra che si รจ fatta destra negli ultimi trentโ€™anni e che รจ la principale responsabile, con il suo liberal-moderatismo e bellicismo, di questa situazione paradossale?

In tutta questa storia, in Italia e altrove, lโ€™unica alternativa al โ€œpeggioโ€ e al โ€œmeno peggioโ€ รจ una radicale alternativa di sistema, per riportare al centro la questione del socialismo, fondata sul grande valore esistenziale e politico dellโ€™egualitarismo. Massimo socialismo, massima libertร .

Insistiamo, oggi piรน che mai. Senza teoria, niente rivoluzione. Senza analisi critiche e proposte progettuali collettive, niente processi. ยซIl Ponteยป, da sempre impegnato su questi terreni, forte della sua lunga storia nata dal โ€œliberalsocialismoโ€ della cospirazione antifascista e dalla Resistenza, si propone come cantiere aperto di progettualitร  per un nuovo socialismo โ€œcon caratteristiche italianeโ€, come spazio di incontro e confronto di unโ€™Assemblea Costituente aperta, orizzontale e di rete, sociale, culturale e politica, per il socialismo. Per la progettazione, la sperimentazione e i collegamenti di pratiche di socialitร , democrazia diretta e potere dal basso nei territori, a partire dai luoghi di lavoro, dalle scuole e dagli enti locali. Per un socialismo con caratteristiche italiane, federativo e inclusivo delle profonde differenze storiche e attuali di un paese policentrico e multiculturale da sempre, oggi piรน che mai. Su tutti gli aspetti della realtร  italiana, nelle sue relazioni con il mondo. Per un socialismo radicalmente libertario e internazionalista, con un doppio sguardo: in verticale, alle concrete e quotidiane realtร  di tutti, donne e uomini, giovani e vecchi, nativi e โ€œstranieriโ€, e, in orizzontale, al pianeta. Con alta passione e alta visione, come ci ha insegnato Capitini. Con radicale semplicitร . Mentre chiudiamo questo numero della rivista, in Francia si sta sviluppando un forte movimento di giovanissimi in difesa della scuola pubblica, coinvolgendo rapidamente vasti settori di societร , e in Spagna un forte movimento per il diritto alla casa e molto altro, e in Brasile si vota per invertire la svolta a destra del continente latino-americano. In tutte le manifestazioni in corso, ovunque, sventolano bandiere palestinesi. Tempi davvero interessanti.