Introduzione

Il 27 ottobre 2025, il presidente del Brasile Luiz Inàcio Lula da Silva ha compiuto 80 anni. Il presidente Lula entra nella storia come il primo presidente ottantenne in carica nella storia brasiliana e come simbolo di un Brasile che ha ripreso a crescere, tornando a essere ascoltato a livello mondiale. Il giorno del suo compleanno, Lula è stato ricevuto con un banchetto di gala dal primo ministro della Malesia, Anwar Ibrahim: la prima celebrazione ufficiale dei suoi 80 anni. Nella sala illuminata, circondato da capi di Stato e rappresentanti di organismi internazionali, il Brasile brindava non solo a un compleanno, ma al suo ritorno al centro della diplomazia mondiale.

Con i suoi 80 anni, Lula governa con la serenità di chi è sopravvissuto al tempo e ai suoi aguzzini. Il suo terzo mandato è quello della ricostruzione: il paese è tornato a registrare un avanzo fiscale, la disoccupazione è scesa al livello  più basso degli ultimi dieci anni e, nel 2024, il Brasile è stato nuovamente escluso dalla Mappa della Fame dell’Onu. Il Brasile occupa un importante ruolo nello scenario internazionale, nel quale la diplomazia brasiliana ha recuperato il protagonismo distrutto dagli anni bui del governo di Jair Bolsonaro. Lula ha guidato le contrattazioni per l’ampliamento dei Brics, ha difeso la creazione di un fondo permanente per la protezione delle foreste e ha candidato il Brasile come mediatore su temi sensibili, dalla guerra in Ucraina alla crisi climatica.

Analizziamo nei particolari i risultati raggiunti dal governo Lula III in questi quasi tre anni di governo.

  Per una nuova politica economica in Brasile

Dal punto di vista sociale, va evidenziato come una delle principali conquiste l’uscita del Brasile dalla Mappa della Fame dell’Onu, oltre al fatto che il paese ha raggiunto i  più bassi tassi di povertà ed estrema povertà della sua storia, insieme alla riduzione della disuguaglianza del 4,7%, il livello  più basso dal 2012. In totale, 8,7 milioni di persone sono uscite dalla povertà e 3,1 milioni dall’estrema povertà fino al 2023. Il programma denominato «Pé-de-Meia» sta assistendo 5,6 milioni di giovani (studenti appartenenti a famiglie con redditi molto bassi oppure indigenti). Per quanto riguarda le scuole a tempo pieno, ha riportato oltre 1,4 milioni di nuove iscrizioni e ha evidenziato un aumento consistente delle iscrizioni all’Enem (il concorso per accedere all’università pubblica brasiliana), con il 73% degli oltre 1,9 milioni di studenti diplomandi della scuola pubblica che hanno confermato la partecipazione all’esame. Un ruolo importante assume l’attenzione alla donna e alla necessità di avere assistenza in caso di neo-mamma, infatti un totale di 36.000 asili nido sono stati già aperti fino a ora, di cui 2.000 ristrutturati e 1.600 di nuova costruzione. Dal punto di vista della salute pubblica, il governo Lula III ha realmente dato un duro colpo alla tendenza alla privatizzazione, aumentando pesantemente gli investimenti pubblici in sanità pubblica. A riprova di questi investimenti e dell’efficacia degli stessi, fornisco alcuni esempi: record di interventi chirurgici effettuati dal Sistema sanitario unico (Sus). Sono stati realizzati 14 milioni di interventi nel 2024, un aumento del 37% rispetto al 2022, ultimo anno del governo di Jair Bolsonaro. Sono stati consegnati oltre 10.000 kit di Telemedicina, 800 unità mobili odontoiatriche per raggiungere le periferie dello sterminato paese brasiliano, oltre 3.700 ambulanze sono state consegnate al Samu (Emergenza sanitaria pubblica). Entro il 2026 è prevista la realizzazione di 192 unità di assistenza specialistica, 24 ospedali metropolitani e 101 policlinici.

Sessanta milioni di brasiliani hanno iniziato a ricevere energia elettrica gratuita e, con il programma Gás do Povo (Gas del popolo), l’obiettivo è assistere oltre 15,5 milioni di famiglie, pari a  più di 46 milioni di brasiliani. Questo programma garantirà una bombola di gas alle persone a basso reddito, un modo per favorire chi non ha le condizioni per pagare il gas e utilizza ancora legna, carbone o cherosene per cucinare.

Il programma Acqua per Tutti, con risorse pari a 4,3 miliardi di reais, è il programma che ha dato i maggiori risultati. Fino a ora 15 opere monumentali sono state concluse, come dighe, tra cui 103 km di sistemi di adduzione, e altre 42 opere saranno consegnate entro il 2026. Oltre 95.000 famiglie sono state beneficiate con sistemi semplificati a cisterne e l’obiettivo è raggiungerne altre 90.000 entro il 2026.

Il programma Minha Casa, Minha Vida che prevede la costruzione di alloggi popolari per la popolazione povera, con il Governo Lula III viene ampliato e dà la possibilità a tutti quelli che sono stati beneficiari del programma negli anni passati di ristrutturare la propria abitazione in caso di necessità. L’investimento previsto è di 30 miliardi di reais entro la fine del 2026. Lo stesso programma ha già messo a bilancio 1,7 milioni di nuove abitazioni, di cui 1,38 milioni sono già state costruite e consegnate. La previsione è di raggiungere i 3 milioni di unità abitative costruite e consegnate entro la fine del 2026.

Sul fronte del lavoro e del reddito, va sottolineata la riduzione storica della disoccupazione, oggi al 5,8%, con oltre 102,3 milioni di brasiliani occupati, secondo i dati del Ibge. Allo stesso modo, è stato registrato un aumento record del reddito medio mensile da lavoro, oggi a 3.488,00 reais, e del salario reale, cresciuto del 9% negli ultimi due anni. Una specie di scala mobile garantisce il potere d’acquisto dei salari dall’inflazione.

  Le politiche agricole e per l’ambiente

Per quanto riguarda le iniziative rivolte al settore agricolo, il ministro da casa civil Rui Costa dos Santos ha riportato l’apertura di 400 nuovi mercati per 249 prodotti in 72 paesi, blocchi e territori, che hanno portato 1,73 miliardi di dollari in  più nelle esportazioni agropecuarie, oltre alla concessione del  più grande Piano Safra della storia, pari a 594,4 miliardi di reais, e l’aumento del 47% del Pronaf. È stato inoltre evidenziato il rilancio della riforma agraria – con l’insediamento di oltre 17.000 nuove famiglie e la concessione di 52.500 titoli. Sono stati anche ricordati i 109 miliardi di reais investiti nel Rio Grande do Sul per la ricostruzione dello Stato dopo le alluvioni del 2024. Ciò ha permesso una crescita del 4,9% dell’economia locale nell’ultimo anno, superiore al 3,4% del paese.

Per quanto riguarda l’ambiente, il ministro ha sottolineato la riduzione della deforestazione in Amazzonia – che nel 2024 è stata meno della metà rispetto al 2022 – e nel Cerrado, con una riduzione del 31% nello stesso periodo. Allo stesso tempo, c’è stata una significativa diminuzione dei focolai di incendi in tutti i biomi, da 22.400 nel 2024 a 9.800 nel 2025.

  La produzione industriale

L’industria ha registrato il secondo maggior tasso di crescita degli ultimi dieci anni, grazie a iniziative come il Credito per l’Industria 4.0 (12 miliardi di reais per l’acquisto di nuovi macchinari), la Nova Indústria Brasil (516 miliardi di reais per il Piano Mais Produção) e il programma Mover (19 miliardi di reais in crediti che hanno generato 130 miliardi di reais in investimenti). In particolare Nova Indústria Brasil prevede sei missioni che hanno al loro centro la transizione ecologica e la modernizzazione della base industriale brasiliana. Tra i settori dove i benefici si sono maggiormente concentrati ci sono l’agroalimentare, la sanità, i traporti, l’informatica, la bioeconomia e la difesa.

La maggior parte delle risorse proviene dai finanziamenti della Banca Nazionale per lo Sviluppo Economico e Sociale. Dei 1,3 trilioni di reais previsti in investimenti per il periodo 2023–2026, 818 miliardi sono già stati impiegati, incluso il Pac, il programma di accelerazione della crescita.

  Conclusioni

Sono due le principali considerazioni che possiamo fare dinanzi all’esperienza brasiliana: la prima riguarda il coraggio con cui la politica economica del Governo Lula sostiene esplicitamente una visione socialista attentissima ai bisogni di una popolazione in cui la diseguaglianza rappresenta un problema complesso che la narrativa conservatrice vorrebbe nascondere o criminalizzare, realizzando pericolose derive securitarie. La politica economica del Governo Lula crede in ciò che i migliori scienziati sociali hanno dimostrato da tempo: la riduzione delle diseguaglianze nel lungo periodo trasforma il sistema economico e realizza una crescita  più stabile e inclusiva. La seconda considerazione che è importante porre all’attenzione di noi europei è la necessità di guardare a questa esperienza con un atteggiamento privo di pregiudizi; colpevolmente i nostri media non raccontano i successi del Governo Lula, ciò ci rende vittime di una penosa retorica ormai indifendibile, quella del There is no alternative tipica dei critici pressappochisti dei Brics e dell’idea che uscire dal capitalismo sia impossibile.

 

 

Immagine: case del programma Minha Casa, Minha Vida,

foto di Ubirajara Machado, fonte Agência Senado