Il Ponte
Il Ponte
Liberismo e razzismo

di Giancarlo Scarpari

La risoluzione adottata il 20.6.1994 dai ministri degli Interni e della Giustizia dei paesi dell’Unione europea, chiave di volta per interpretare le discipline poi adottate dai relativi Stati membri, confermava e specificava l’orientamento restrittivo già enunciato nel ‘91 nei confronti del fenomeno migratorio. Quella Unione, che aveva come suo principio fondamentale la libera circolazione dei capitali, prevedeva, sin dal titolo della risoluzione, una «limitazione dell’ammissione a fini di impiego di cittadini provenienti da paesi extracomunitari»; il testo poi spiegava che, ferma la regola generale del rifiuto e del respingimento, si poteva «tener conto delle richieste […] soltanto quando l’offerta di impiego proposta in uno Stato membro [non poteva] essere soddisfatta dalla manodopera nazionale e comunitaria o dalla manodopera extracomunitaria» che risiedeva «in modo permanente e legale» e che già apparteneva al «mercato regolare del lavoro».

Hoc iure utimur

di Marcello Rossi

Berlusconi ha dichiarato apertis verbis per l’ennesima volta che vuole cambiare la Costituzione. Perché voglia farlo è cosa nota: per quanto sia stato “investito” dal popolo della carica di presidente del Consiglio, le leggi oggi in vigore non lo proteggono adeguatamente e permettono addirittura a una magistratura “assolutamente di parte” e che non tiene conto della “sacra” volontà popolare, di chiamarlo in giudizio come un cittadino qualunque.

Voltare pagina

di Roberto Barzanti

 Le questioni propriamente europee sono state pressoché assenti dalla bizzarra campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento di Strasburgo (e di Bruxelles), ma non per questo si può dire che non siano emerse a livello continentale tendenze affini. Conviene partire da qui per buttar giú una prima, breve e sommaria, analisi del voto del 6-7 giugno.

La libertà nel socialismo

di Marcello Rossi

Quando nell’ormai lontano 1984 con Enzo Enriques Agnoletti e Giacomo Becattini, di fronte all’ennesima difficoltà che la rivista attraversava, decidemmo di continuare nell’“impresa Ponte”, lo facemmo perché già allora a noi sembrava che tutta una certa realtà politica - e non solo italiana - cercasse di «respingere dall’Europa il mondo del socialismo, non solo quello “reale” ma anche quello ideale, profittando degli errori, della involuzione, della rozzezza, della politica autoritaria dei paesi dell’Est».


Il Ponte di Calamandrei

Sono disponibili i due volumi de:

Il Ponte di Piero Calamandrei 1945-1956

A cura di Marcello Rossi

Con allegato cd-Rom contenente le dodici annate complete del Ponte, i numeri monografici La Cina d’oggi e Calamandrei e l’audio originale del Discorso sulla Costituzione di Piero Calamandrei, Milano 1955.

Il Ponte di Calamandrei