Il Compendio del Capitale occupa un posto particolare nella storia della diffusione del marxismo in Italia. Non è una semplice riduzione editoriale del libro di Marx: è una riscrittura militante e divulgativa, concepita per rendere comprensibili ai lavoratori e a un pubblico non specialista le categorie fondamentali della critica marxiana dell'economia politica.
La sua importanza è accresciuta da una circostanza singolare: Carlo Cafiero era ormai vicino alle posizioni anarchiche e bakuniniane, ma continuava a considerare fondamentale l'analisi economica di Marx. Il Compendio costituisce quindi anche una testimonianza del rapporto complesso fra marxismo e anarchismo nel primo socialismo italiano.



